Daniele Pescatore è un cuoco campano che da tempo gravita da Firenze e dintorni; colpì la su avventura all’ “Amorosa Visione” ristorante aperto nella zona delle Cure, dove propose una cucina di pesce completamente diversa dal solito, ricchissima di ingredienti, quasi esplosiva, ma che non riuscì ad attecchire completamente. Passato per varie esperienze, si è poi fermato nel Cenacolo di Borgognissanti, aprendo dapprima come club che, solo recentemente, è diventato ristorante.Ambiente caldo, che si sviluppa attorno ad un chiostro interno, con tavoli ampi. La cucina, “nomen omen”, è dominata da specialità marinare, suddivise in un percorso mediterraneo ed uno contemporaneo: l’antipasto offerto è costituito da paccheri a pizza con gelatina alla birra e scampi “filati” modello zucchero, serviti con birra artigianale, insolito e gradevole. Tra gli antipasti, buona ma essenziale la Panzanella del pescatore, carente di aromi, buona la brace di tonno con avocado del Sud Africa(il chilometro 0 qui non interessa:-)), ottima la tartare di tonno con spaghetti al pepe verde freddi. Come primi, ottimo il risotto ai porcini con scampi al vapore, ammiccanti le tagliatelle afrodisiache con ostriche e lime. Passando ai secondi, l’interpretazione del polpo con patate è valida: fritto, al vapore e alla griglia su una mousse di patate saporita, è un piatto semplice ma efficace. Più difficile da interpretare, ma ben eseguito l’astice alla catalana con la sua maionese. Piccola carta dei dolci ma non indimenticabili alla lettura, carta dei vini impostata, giustamente, su etichette di vino bianco, con il Friuli e l’Alto Adige a fare da protagonisti. Menu degustazione di tre portate a 40 euro, 60 di cinque, alla carta tre piatti a 60 euro. In definitiva, la cucina di Daniele si è molto alleggerita ed è diventata equilibrata, di buon gusto, con presentazioni eleganti ma non barocche. Servizio molto curato ed attento, unica nota stonata, la lentezza, un po’esasperante, per chi non vuole finire la serata.

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7 Commenti

  1. Caro leonardo,
    cosa abbiamo di meglio in città?, metto al pari se pur con stili veramente distanti, Marco (ora d’aria), se poi vogliamo considerare anche la “bottiglieria” di via ghibellina… ma anche no.
    un saluto.