La incontrava preferibilmente al mattino, anche se non disdegnava certo altri momenti della giornata. Quando era in pubblico, cercava sempre di assumere un atteggiamento consono all’ambiente in cui si trovava: erano rapporti civili, anche cordiali, con l’espressione di lui che diventava beata nel solo osservarla. Forse con il pensiero andava a quando l’incontro poteva farsi più intimo, a quando poteva veramente lasciar scatenare le sue passioni. Condividerla con altri era il suo cruccio, quando avveniva emetteva sempre un sospiro prolungato, provava quasi una sorta di dolore fisico: ma sa che poteva accadere e si era rassegnato. Lei si poteva presentare come voleva, cambiare look, essere austera o sbarazzina, lui riusciva sempre ad apprezzarla. Nascondeva anche agli amici gli incontri che faceva da solo con lei, forse per una sorta di pudore, o anche perchè solo così trovava quella sorta di intimità che gli permetteva di esprimersi nel suo profondo più recondito. La mente era lucida nel pensarla: lui si avvicinava in maniera sensuale, poi cominciava con il naso: a lui piaceva annusarla, e lei si mostrava disponibile, aperta ad ogni esperienza. Cominciava un po’ il gioco delle parti, fino a che poi lui ci infilava le dita. La sentiva morbida, cedevole e questo lo eccitava alquanto:quando il livello era salito in maniera considerevole, l’attaccava a colpi di lingua, regolari dapprima poi quasi frenetici, che portavano ad esaurirla. Nel finale tornava con le dita che poi amava succhiare…la marmellata, com’è buona..Credits paperblog.com

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