Confesso che non lo conoscevo, il Castello di Vicarello, eppure esiste dal 1112, anche se il vino viene fatto dal 2004. Carlo Baccheschi Berti ne è proprietario dal 1975 e si è occupato dapprima della ristrutturazione dell’immobile, facendone un relais da sogno, e poi da quella delle vigne. Il risultato è oggi in bottiglia, un prodotto assolutamente fuori dagli schemi, con un vino cosiddetto di entrata , il Terre di Vico, sangiovese con saldo di merlot, ed il Castello di Vicarello, uvaggio classico bordolese con il cabernet franc, il cabernet sauvignon e piccola quota di petit Verdot a completare. In cantina la consulenza è di Roberto Cipresso, ma non si può negare che il vino sia molto rappresentativo del titolare e del territorio: a presentarlo Luca Gardini, direttamente al ristorante Cracco, una bella occasione per vedere all’opera un comunicatore. La platea era quella dei giornalisti, normalmente poco attenta alle descrizioni fatta da altri ma Luca è bravo nel convogliare l’attenzione, note tecniche ma eloquio convincente, tempi giusti, qualche elemento per il mio spettacolo da ricordarmi(“timo alpino limonato” tra tutti). I vini: il Castello di Vicarello 2005 appare sontuoso al naso, con fiori secchi, tanti sentori di erbe aromatiche e macchia mediterranea, una bocca avvolgente  e docile, il 2006 gioca le sue carte molto più sulla sapidità, permane l’idea di salmastro e di macchia mediterranea al naso, quasi nervoso in bocca, vitale. Il 2007 è un’anteprima ma promette benissimo, con il peperone verde a dominare inizialmente, il famoso timo alpino limonato a la capacità di essere appetitoso, senza mai stancare. Bello il contesto e la cucina di Cracco, che non si ripete mai.

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Un commento

  1. Timo alpino limonato? Io conosco il timo “marittimo” limonato, visto che la stragrande maggioranza delle erbe aromatiche prodotte in Italia, provengono da Albenga. 😉
    Poi c’è anche il timo “serpillo” e quello “faustini”….per lo spettacolo potrebbero servire….dopo luna park e colla pritt….almeno questi sentori sono naturali! 😉