Vi è ben poco da aggiungere che già non sia stato scritto o saputo su Castellare di Castellina. Ormai un’azienda culto, modello e precursore per il lavoro in vigna e il rispetto del territorio, i cui prodotti sono riconosciuti e premiati sia nelle migliori guide nazionali che all’estero.

Castellare di Castellina nasce a metà degli anni 70, per volere del giornalista-editore di finanza Paolo Panerai. L’azienda che deriva dall’unione di 4 poderi (Caselle, Castellare, San Niccolò e Le Case), è situata in una delle zone meglio esposte di Castellina, una sorta di anfiteatro naturale esposto a sud-est, ad una altitudine media di 370m slm.

Fin dal primo momento il lavoro di Paolo Panerai e dei suoi collaboratori è stato finalizzato alla valorizzazione del territorio e della sua espressione attraverso il vino. A partire da un censimento delle viti attuato subito dopo l’acquisto delle proprietà, in collaborazione con l’Università di Firenze e di Milano che ha consentito l’individuazione dei migliori cloni di Sangiovese (pardon Sangioveto) e Malvasia Nera per i vigneti di Castellina. Ma la volontà è sempre quella di sposare alla ricerca le forti tradizioni del territorio, come il mantenere la pratica del governo all’uso toscano, che prevede l’aggiunta di uva appassita dopo la prima fermentazione, nel Governo di Castellare.

L’azienda ha lavorato fin dagli inizi senza l’utilizzo di erbicidi e pesticidi ed è stata un modello di lavoro per altre aziende che poi hanno seguito i suoi passi. La filosofia di rispetto per il territorio si esprime anche nelle etichette dei vini di Castellare, che in maggioranza raffigurano un uccello, un esemplare diverso ogni anno.

Infatti uno dei maggiori fattori che mette in pericolo la fauna avicola di queste zone è proprio l’utilizzo di pesticidi e altre sostanze tossiche impiegate nelle colture intensive , come ad esempio i vigneti. Sulla prima annata di Castellare di Castellina nel 1977, compariva un cardellino, tanto comune nelle campagne toscane.

Durante la degustazione guidata interverrà l’agronomo stesso di Castellare di Castellina, Alessandro Cellai a descrivere l’azienda e le soddisfazioni che può dare un merlot nel cuore del Chianti Classico.

 Vini in degustazione

Poggio ai Merli 2015, Merlot IGT

Castellare Chianti Classico DOCG 2016

Sodi di San Niccolò 2013 IGT

 

Castellare di Castellina Loc. Caselle, Castellina in Chianti (Siena), 0577.742903

http://www.castellare.it/

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