Come dire, la competizione si fa dura, abbiamo un testa a testa fra le verdure e le frattaglie(cioè questo blog) e quindi chiamo a raccolta tutti gli amanti della carne. Come premio, una bella ricetta, un grande classico della cucina toscana!
CIBREO DI POLLO

Ingredienti per 6 persone: 300 g di fegatini di pollo, 12 creste di gallo e gli eventuali bargigli, 18 testicoli di pollo, 6 cuori di pollo, una cipolla rossa, 4 foglie di salvia, 2 limoni, sale fine, pepe nero, 1 dl di vino bianco, 1 dl di olio extravergine di oliva, 50 g di burro, noce moscata

Sbollentare per pochi minuti in acqua  le creste e i bargigli, quindi privarli della pelle e tagliarli a fettine. Tritare la cipolla e farla soffriggere a fuoco basso in una padella, insieme al burro e all’olio. Aromatizzare con le foglie di salvia ed aggiungere le creste.. In seguito aggiungere anche i fegatini tagliati a cubetti grossolani, i testicoli e i cuori di pollo. Bagnare con vino bianco, far evaporare, insaporire con sale e pepe e lasciar cuocere per quindici minuti. Profumare con la noce moscata e terminare la cottura, bagnando se occorre con acqua o brodo. Unire il succo dei limoni e servire spolverizzando ancora con pepe

Categories:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

8 Commenti

  1. ciao Leonardo
    visto che parli di carne.. non potevo non chiederti: cosa ne pensi della bistecca alla fiorentina fritta? l’ho mangiata sabato scorso e ti dico, passate le prime perplessità l’ho trovata buona. Certo non è la sua morte.. ma non era affatto male.
    tu l’hai mai mangiata?

    (ah per la cronaca era fritta intera, con l’osso e tutto! ma una impanatura leggera, non con la pastella)

  2. I casi della vita: il mio giornalaio mi chiede ieri mattina se ho mai mangiato la “Bistecca fritta”: non è che eravate nello stesso ristorante:-))))(per la cronaca, trattoria L’orologio di Firenze!). Il problema è legato al rapporto tenerezza-croccantezza. Un pezzo spesso di carne di manzo rischia di cedere molti succhi e inumidire la crosta. Al contrario, uno spessore medio porta la carne a diventare molto dura. Che dire, la proverò ma non ne sono convinto al massimo…

  3. in effetti leonardo ho pensato anch’io non fosse la sua morte, per via dello spessore della carne. li per li ho immaginato che me la portassero a pezzetti, già tagliata. invece era intera!
    ma il rivestimento della bistecca era molto sottile. forse per chi non la mangia mai è un peccato mortale friggerla, ma per noi fiorentini ogni tanto è bello variare.
    (comunque il ristorante non era quello, ma la Mucca sul Tetto in via Ghibellina).

    ciao
    un caro saluto 🙂
    elena

  4. esatto, mucca sul tetto. divertente, e ho detto tutto sull’idea della bistecca fritta. scusate, ma il mio fegato chiede pietà solo all’idea. preferisco una coppia di negroni a coppie di due la stessa sera. e all’orologio, il carrello dei bolliti o il rognone. a proposito prof, a quando una ricetta di rognone? e le animelle? un macellaio a perugia mi ha promesso quelle sopra il cuore, ma se non mi posti una ricetta mi tocca impanarle e cuocerle in padella col burro e una spruzzata di armagnac… che dici?

  5. Mi fa piacere che Tommaso Esposito, come me, sia estimatore di Livio Cerini, scrittore di cucina semplicemente unico, degno erede degli Artusi e dei Guerrini.

    Comunque Leo: mai sentito parlare (o perché no, assaggiato) il Wiener Beuschel, frattaglie all’austriaca?