Già il nome incute un certo terrore: Capitone dà quasi l’idea di un centurione romano a capo di un esercito conquistatore e, leggendo Wikipedia, scopri che esisteva davvero (!) ma, trattandosi di gastronomia, escludendo il pastore tedesco e la cittadina umbra, scopriamo incredibilmente che, non di maschio si tratta ma di femmina dell’anguilla . Piatto poco diffuso nel corso dell’anno, ritrova i suoi fasti durante le feste natalizie, nella cena di “magro” ovvero senza carne del 24 sera. Si possono considerare anche gli usi non propriamente gastronomici dell’animale, ma in generale pochi sono i buongustai che lo apprezzano veramente La forma che ricorda quella del serpente, la grassezza che lo rende inviso a chi segue una dieta dimagrante, il sapore non comunque sono tutti elementi che lo fanno apprezzare da pochi. In realtà bastano poche e semplici regole per farne un piatto gradevole, come si può leggere in questa ricetta: il segreto è sempre quello di cercare di sgrassarlo il più possibile per poi fornirgli elementi acidi che lo rendono gradevole anche da un punto di vista tattile: Il Natale potrebbe essere proprio il momento giusto per fare questa esperienza. Mai provato per condire la pasta per esempio? Credits johnmaynard.wordpress.com

Categories:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nessun commento