A volte mi chiedo se ci sono o ci fanno: in un articolo su “Repubblica” di oggi si dà risalto al fatto che calano i prezzi alla buvette del Senato, il bar insomma, dove già il caffè, il cappuccino e la spremuta venivano venduti a prezzi nettamente inferiori rispetto al libero mercato. In maniera arzigogolata, c’è qualcuno che prova a spiegare che questo costituisce un’opera virtuosa. Ma dove? Se i la nuova gestione riesce a far risparmiare, perchè non utilizzare i soldi in più per coprire qualche altra spesetta? Non saranno i soldi del tramezzino ad incidere su un reddito mensile di circa 14000 euro: Al grido di “Tramezzino libero per tutti” ci aspettiamo un movimento di opinione che garantisca una vera democrazia, almeno a tavola!

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11 Commenti

  1. @cinzia
    esattamente, è proprio così, senatori e funzionari hanno accesso ad un bar con prezzi “speciali”, i normali impiegati no: per loro c’è un altro bar, sempre all’interno del Senato, con prezzi “normali”.
    viva l’italia….

  2. questa e’ veramente bella 😀
    se si fosse verificata la situazione opposta (ovvero dipendenti, quindi stenografi, stenodattilografi, commessi e tutti quelli che DAVVERO lavorano al Senato con prezzi competitivi) avrei compreso e anzi avrei detto: bene finalmente qualcosa di positivo. Ci passano il giorno e la notte li’ dentro… il minimo sarebbe offrirgli la possibilita’ di poterselo permettere.
    Invece no… i deputati… e loro ovviamente cascano dal pero… e’ sicuro ormai: stanno facendo di tutto per risvegliare il patriottismo italiano…

  3. oh cinzia, è la storia più vecchia che ci sia quella del mondo che gira alla rovescia, no? semplificando al limite della banalità, i calciatori – mestiere inutile – sono miliardari e gli spazzini – mestiere insostituibile – fanno fatica ad arrivare a fine mese. allora che si fa? la rivoluzione….?

  4. Salve Sig.Romanelli!
    volevo sapere se sapeva dirmi come fare per acquistare i biglietti per vedere il suo monolgo sabato sera…sono stata al Museo Pecci oggi ma non sanno dirmi niente…non voglio assolutamente perdermelo!!!

  5. beh sai giov, io, idealista come sono, una bella rivoluzione la farei, ma la paura e’ che ricordo una bella versione, tradotta, tanti anni fa, al liceo.
    “A Siracusa una vecchietta ognigiorno supplicava gli dei che Dionigi, crudelissimo tiranno della città, fosse sempre incolume e vivesse a lungo. Avendo Dionigi appreso il fatto, fece venire la vecchietta, e domandò il motivo delle preghiere. La donna molto francamente rispose: «Una volta a Siracusa comandava un ingiusto tiranno; quando quello decedette, un tiranno più feroce occupò la rocca di Siracusa, e perciò desideravo ardentemente che anche la sua tirannia fosse quanto più breve possibile; ma poi abbiamo avuto te, il più crudele di tutti i tiranni. Perciò prego vivamente gli dei per la tua salvezza, che non ci tocchi dopo la tua morte un tiranno perfino peggiore di te.”

    c’e’ bisogno di aggiungere altro?

  6. inquietante poi che quel tramezzino costi un inezia! (se non sbaglio di parla di 96 centesimi!)
    Lo scandalo, comunque, non è che i dipendenti pagano di più… sono appunto i prezzi _ridicoli_ che hanno alla buvette!
    Come minimo dovrebbero pagare come un pasto in centro a milano, anche perchè _loro_ se lo possono permettere!!!

  7. applausi per M.Grazia.
    Pero’ io mi chiedo… come fanno questi de la buvette a starci dentro con quelle cifre, se tutti gli altri non ce la fanno nemmeno a mettere assieme un menu impiegato veramente economico? (economico=pari ai buoni pasto che ti rifilano)
    Perche’ da quel che mi risulta, anche all’ARS (assemblea regionale siciliana) che io ben conosco e molto frequento, al bar/ristorante interno, le cifre sono popolari, ma non cosi’ tanto popolari.
    Eppure Ars e Senato sono equiparati anche a livello di stipendi e contratti.

  8. Presto detto, Cinzia, la stampa ha riportato che “la voce di spesa del bilancio di Palazzo Madama, per la voce “ristorazione dei senatori” nel 2008 ha comportato un esborso da 1 milione 427 mila euro…