Alla fine di una settimana etilicamente importante, ovvero quella dell’Anteprima di vini come Chianti, Vernaccia di San Gimignano, Chianti Classico, Vino Nobile di Montepulciano, Brunello di Montalcino posso dichiarare che si  aperta ufficialmente la caccia al giornalista. Trattasi di nuovo sport nel quale il vincitore soffia il rappresentante della stampa ai suoi colleghi seguendo il vecchio detto “Mors tua, vita mea”. Funziona così: i Consorzi si dividono le spese di viaggio dei giornalisti che provengono dall’estero e poi ognuno li ospita nelle strutture alberghiere del territorio. Una volta che hanno trascorso il giorno nel fare degustazioni, la sera possono essere impegnati nelle visite in cantina, per poi partecipare alle cene ufficiali previste dal programma. E qui scatta il meccanismo dell’invito: già che sei qui ti porto via dalla manifestazione ufficiale, magari stappo qualche bottiglia rara ed interessante ma almeno ti faccio conoscere la mia azienda. Che poi questo impedisca agli altri produttori di conoscere alcuni giornalisti è un problema che non viene posto:da un lato un giornalista potrebbe non accettare, ma è anche vero che se non fossero organizzate attività alternative, in netta concorrenza, il problema non esisterebbe: Sarei curioso di assistere alle riunioni dei vari Consigli quando si tratta di tirare le somme…

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