Quest’anno un mio collega di scuola, Adriano Ariani, mi ha chiesto di far parte della giuria di un concorso che si svolge nella mia scuola da tre anni: finger food e cocktail, in ricordo di Simone Contedini, un alunno morto per un incidente mentre tornava dal lavoro. Come spesso capita, quello che più ti è vicino non lo conosci abbastanza e mi ha fatto davvero piacere giudicare il lavoro degli alunni che si presentavano a coppie. uno che aveva preparato la parte gastronomica, l’altro che si doveva esibire nella preparazione di due cocktail. Insieme a me, a dare la valutazione, la professoressa Mariella Bartoli, di Lettere, che si occupava soprattutto dell’esposizione del progetto e Filippo Ottanelli, rappresentante dell’AIBES. Il tema prescelto, in tempi non sospetti, è stato l’anniversario dell’Unità d’Italia, e confesso che mi sono divertito a vedere le varie interpretazioni dei ragazzi. Mi ha colpito il cocktail fatto con il marsala e quello preparato con il Vermentino di Gallura e il mirto, tanto per fare un esempio, così come nel finger food la mousse di basilico e lime su coulis di fragole e peperoni, non era veramente male. Bravi tutti, ancora pronti ad emozionarsi di fronte alla commissione, ad esaltarsi ai risultati, con le facce sorridenti, esauste, contente: la manifestazione chiara che spesso l’importante è davvero partecipare

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