Dopo anni passati a girare l’Italia, alla scoperta di prodotti gastronomici di qualità,  a raccontare storie di bravi artigiani del gusto, a scovare iniziative di solidarietà alimentare, Bruno Gambacorta ha deciso di fermarsi e scrivere un libro(si di quelli veri, non un e-book, almeno per il momento) dal titolo ovvio”EAT PARADE”-Alla scoperta di personaggi, storie, prodotti, ricette fuori dal comune. Non l’ho letto e quindi copiaincollo quello che racconta il comunicato stampa, ma conoscendo Bruno già mi immagino la cura che ha messo nello scriverlo…afferma lui stesso di essere ingrassato per testare direttamente i prodotti di cui parla:-)). A Firenze presenta il libro sabato 12 novembre alle 1930 al Teatro del Sale, dove, nell’occasione, si degusterà l’olio toscano IGP frangitura 2011

Il libro è diviso in tre sezioni. Nella prima, intitolata Saper fare, l’autore descrive un artigianato raffinatissimo come la “mozzarella perfetta” e il culatello verdiano, i salumi di pecora sardi e i risi storici del nord Italia. Nella seconda, Far sapere, vengono individuate le esperienze più originali e geniali di comunicazione in campo enogastronomico: dalle “Cantine aperte” ai “Musei del cibo”, dal “Couscous clan” ad “Adotta una pecora”. Nella terza è presente una testimonianza sulle grandi storie corali come la resistenza civile dei ristoratori aquilani alla morte del loro centro storico. Nel libro si trova inoltre una serie di ricette d’autore (più di settanta), alcune semplicissime e folgoranti, altre più complesse e ricercate, che permettono di apprezzare al meglio i frutti della terra e l’ingegno dell’uomo che li sa trasformare.Alla fine, per dare un’indicazione concreta a chi volesse saperne di più, Bruno Gambacorta ha inserito un’appendice con le segnalazioni per conoscere i protagonisti, i luoghi e i prodotti dell’Italia migliore, quella legata alla terra e alle tradizioni, alle vite fatte di passione e di tanta fatica. E chissà che, in un periodo come quello che stiamo vivendo, tornare un po’ con i piedi per terra e ritrovare un contatto con i suoi frutti non possa essere un primo passo per aspirare a un futuro più sereno.

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