Locale che sorge dalle ceneri del “Re Calamaro”, un tentativo fallito di fast food a base di pesce fritto, a due passi da Piazza Signoria, di fronte al vecchio tribunale fiorentino. Arredamento molto trendy, sedie rivestite, divanetti, un banco del bar molto bello: è il classico posto dove ci si può fermare ad ogni ora della giornata, dalle colazioni al mattino, al pranzo veloce, aperitivo serale e cena in ambiente caldo, con luci soffuse. Su Trip Advisor conta un forte numero di estimatori I tavoli sono alla francese, quindi molto piccoli, il che permette di affollare la sala, anche se si perde così un po’ di intimità, e si rischia di essere messi seduti a pericolosa distanza ravvicinata del gradino delle scale. Il menu parte bene con antipasti e primi, si perde sui secondi, dove vengono elencate insalate e hamburger in quantità, limitando a tagliata di manzo e poco altro la scelta. Prosecco offerto, poi dei calamari ripieni di patate aromatizzati con spezie, serviti su lattuga e pomodori freschi, senza infamia e senza lode. I gamberi avvolti nella pancetta sono privi di gusto, disposti poi su foglie enormi di spinaci troppo cresciuti per essere mangiati crudi. Molto buoni gli spaghetti alla chitarra bicolori con vongole veraci, poi come secondo un peposo servito nel panino, accompagnato da fagioli lessati: peccato fosse uno spezzatino in umido, nemmeno lontano parente dell’originale imprunetino. Si termina con un aplle pie accompagnato da gelato alla crema, di corretta fattura. carta dei vini non ampia, dai ricarichi importanti, con qualche etichetta meno usuale. Servizio molto attento, cortese e gentile. All’osservazione sul peposo, lo stesso è stato tolto dal conto. Tre portate escluso vini 30 euro.

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2 Commenti

    • Purtroppo la “controprova” non l’abbiamo… e’ giusto segnalare che intanto, in questa occasione, il gestore si e’ comportato come e’ giusto che sia, con la speranza (e voglio credere che sia cosi’ sino a che i fatti non dovessero smentirci) che tale comportamento sia adottato a prescindere da chi si presenta al tavolo.
      E’ anche vero, d’altro canto, che un conto e’ se certe osservazioni su di un piatto me le fa il sig. Mario Rossi di cui al punto precedente, e tutt’altro conto e’ se certe osservazioni me le fa Leonardo Romanelli…con tutto il rispetto per Mario Rossi…quindi non mi sentirei di scandalizzarmi se a certe osservazioni fatte da un’altra persona magari il titolare non le avrebbe accolte allo stesso modo…