Non dappertutto ha questo nome: c’è chi lo chiama più finemente krapfen, chi frittella con la crema, ma il suono è realmente onomatopeico. Pronunciarlo è già quasi un degustarlo, ci si immagina l’avvolgenza della crema che si insinua in tutta la cavità orale accarezzandola e riempiendola. Odiato dai diabetici, visto con diffidenza da chi possiede trigliceridi e colesterolo alto, rappresenta il summa della trasgressione alimentare, di tutti coloro che se ne infischiano di diete e di cibo “politically correct” e preferiscono dar retta allo stomaco, prima ancora che alla lingua o al cervello. Pasta lievitata, con presenza assortita di vaniglia, scorza di agrumi e quant’altro, tagliata a dischi e fatta cuocere in olio caldo ma non caldissimo. Una volta pronto, viene passato nello zucchero semolato quindi farcito con crema pasticcera. Il mangiarlo è un’impresa, comunque lo si prenda sfugga, la crema fuoriesce e bisogna agire con la lingua per limitare i danni, per poi decidere di infilarselo completamente in bocca, umettando le labbra per evitare di lasciarle sporche di crema. Si capisce che non è cibo da mangiare da parte di signorine dabbene in pubblico…

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