“Strana la vita”, potrebbe esclamare un baccala’ se potesse parlare,” da cibo delle persone povere e affamate sono diventato mangiare prezioso per i palati piu’ raffinati”. Ammettiamolo, il costo non eè più economico come un tempo. Ma quale pesce si cela sotto questo nome? Un piu’ tranquillo merluzzo, che assume nomi diversi a seconda di come viene conservato : stoccafisso quando viene essiccato all’aria aperta, metodo caratteristico riservato soprattutto ai paesi del Nord Europa, baccalà appunto quando viene conservato sotto sale. Rappresenta il pesce dei cittadini che osservavano, il venerdì, i pizzicagnoli disporre la vasca, colma d’acqua, di questo pesce saporito all’esterno del negozio. E siccome la tradizione di mangiare pesce al venerdì è ancora forte, ecco che ci si lascia tentare dal pesce che ricorda l’infanzia, prima di avventurarsi in nuove preparazioni. Lo si cucina in vari modi, usando l’accortezza di farlo ben dissalare in acqua fredda corrente; in verità, nelle campagne, nelle serate d’inverno si usava cuocerlo sulla griglia, ancora cosparso di sale, per bere di più e terminare piacevolmente la giornata finendo il fiasco di vino. E certo di sete ne veniva tanta! La maniera piu’ classica di prepararlo e’ quella alla livornese, con il pesce tagliato a tranci e cotto in una salsa fatta di aglio, peperoncino, prezzemolo e pomodoro. A fargli compagnia, patate tagliate a fette, che i più golosi addirittura friggono in precedenza. Altrimenti, l'”inzimino”, cucinato con bietole e spinaci. Per chi e’ stanco pero’, di vederselo proposto sempre nello stesso modo, consiglio due ricette che presentano questo pesce in una veste insolita: i ravioli ripieni di baccala’, conditi con una vellutata di fagioli e una ricetta veneta, il baccalà mantecato, che può diventare uno stuzzicante compagno delle noiose serate estive ed anche invernali. Magari è meglio renderlo più consono ai gusti odierni e sostituire il burro con olio extravergine di oliva ed aromatizzarlo a piacere con erbette fresche Credits albanesi.it

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