Ora che il freddo attanaglia le nostre città, l’argomento prevalente tra le persone che si incontrano,  è quello di capire come fare a combatterlo. A parte i rimedi casalinghi, le coperte, i piumini e tutto quanto occorre per ripararsi, il discorso cade sempre sul cibo e cosa mangiare, ma soprattutto cosa bere per combattere le temperature polari. Seppure siano anni che i medici provino a spiegare che non è l’alcol il prodotto ideale per difendersi, in molti pensano che un sorso di grappa o meglio un vin brulé siano le bevande giuste per riscaldarsi. Ancora più gettonato sarebbe il punch o un grog, ma volendo rimanere in Toscana, va per la maggiore il “ponce” alla livornese: chiamato localmente “torpedine”, è una mistura fatta con caffè concentrato, zucchero, rum fantasia, che niente ha a che vedere con l’originale, scorza di limone. Una volta veniva messa anche una punta di zenzero, la radice piccante che doveva servire a ravvivare ancora di più il corpo e lo spirito! Pur sapendo bene che sarebbe questo il tempo di infusi e tisane, tè e camomilla, si indugia non poco nel mobile del salotto alla ricerca di quelle bottiglie, comprate quasi come souvenir, e che diventano utili per trascorrere, serenamente in compagnia, la serata. Vanno per la maggiore quei liquori cosiddetti dei monasteri, che si trovano in vendita negli spacci dei conventi o delle abbazie, che hanno la caratteristica di essere prodotti con erbe officinali, macerate solitamente con alcol e sciroppo di zucchero. Altrimenti, vengono preparati veri e propri amari, utilizzando magari il vino come base da aromatizzare, assomigliando così ad una sorta di vermuth. Per i  golosi, comunque, questo è il momento di concedersi senza timori la cioccolata calda in tazza, cremosa, senza panna montata però aromatizzata alle spezie, come noce moscata o peperoncino, o profumata alla vaniglia. I salutisti convinti non potranno fare a meno del ginseng, però in formato tazza grande, altrimenti, la sera, prima di andare a letto, riusciamo a capire l’antica saggezza delle nonne, che le porta a finire la giornata senza cena, ma bevendo una tazza di caffellatte. O meglio orzolatte, non sia mai che l’eccesso di caffeina impedisca di godersi un sonno fantastico sotto il piumino!

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