Torre a Cona è una delle meraviglie che le colline di Firenze offrono. Lungo i tornanti della strada che da Pontassieve porta a Rignano sull’Arno, la villa svetta inattesa, bianca in mezzo ai boschi e le olivete. Una villa settecentesca, costruita su un nucleo ben più antico risalente all’anno mille, di cui ancora si conserva la torre medievale del fu Castello di Quona. A volerla così imponente furono gli allora proprietari, i Rinuccini, potente casato fiorentino, desideroso di una dimora che rivaleggiasse per dimensioni e parco Palazzo Pitti e il Giardino di Boboli. Ma tale progetto tanto oneroso, non fu completato e pertanto la villa manca di una delle due ali laterali. Ma questo non ne inficia certo la bellezza e maestosità.

La tenuta è stata acquistata nel 1935 dei Conti Rossi di Montelera, famiglia proprietaria della Martini & Rossi, l’azienda di vini e liquori nota in tutto il mondo.

Abito nelle vicinanze e apprezzo molto i vini di Torre a Cona, tuttavia non ero ancora riuscita a fermarmi in azienda. La presentazione della nuova annata del Terre di Cino che con la 2018 diventa Chianti Colli Fiorentini Riserva è stata l’occasione per una visita e per conoscere le belle novità portate a termine in questo anno.

Ma andiamo per gradi. Intanto è buona notizia che lo storico cru di sangiovese di Torre a Cona diventi una voce del Chianti Colli Fiorentini. La denominazione si arricchisce di un grande vino, frutto delle uve di una piccola parcella del vigneto Mulino a Vento, esposto a sud-ovest, a circa 400m slm, in direzione di San Donato in Collina. In passato è stato prodotto in versione IGT solo nelle migliori annate. Un vero peccato per un sangiovese così espressivo di questa piccola enclave dei Colli Fiorentini, piuttosto boscosa, ai piedi del Parco di Fonte Santa. Ed ecco l’ingresso meritato nel gradino più alto della denominazione.  Qui, in una sorta di valle che guarda sud verso il Valdarno, con i terreni ricchi di pietre di alberese e escursioni termiche importanti, il sangiovese ha un passo tutto suo, che si evidenzia in colori molto esili, profumi verdeggianti e profilo piuttosto austero. A questo si aggiunga il lavoro in campo dell’agronomo Federico Curtaz e la sensibilità di Beppe Caviola in cantina a farne un sangiovese dal carattere quasi alto piemontese.

Chianti Colli Fiorentini Riserva Terre di Cino

Il Terre di Cino 2008 ha un nerbo fresco incredibile, ha profondità di gusto, con frutto scuro, spezia accennata e freschezze di eucalipto. La progressione in bocca è decisa, si attacca al palato in un bel crescendo di aromaticità mentolata e tannino saporito. Senza dubbio una gran bella acquisizione per l’intera denominazione. Solo 3000 bottiglie prodotte, il cui nome deriva da quello che un tempo era il campo di Cino, ovvero di Francesco, capostipite della famiglia Rinuccini. La maturazione avviene solo in botti grandi di rovere di Slavonia, che più che una scelta stilistica, è un percorso unico, dettato dalle uve stesse che arrivano in cantina, per valorizzarne l’espressione qualitativa e territoriale.

La cantina di Torre a Cona

Il Terre di Cino va ad affiancare l’altro Chianti Colli Fiorentini Riserva, il Badia a Corte, la riserva da vigna, che prende il nome proprio dal vigneto Badia a Corte, con esposizione est-ovest, ricco di alberese che affiora massiccio in tutto il terreno. Stessa vena fresca e balsamica al naso e in retrolfattiva, ma il profumo si assottiglia, e tira fuori sentori di pietra nitidi che sembra di camminare su una macìa. Snello all’ingresso in bocca, poi rivela la sua forza tannica e sapida e il frutto di ciliegia deciso.

Osteria di Torre a Cona

Come vi anticipavo le novità a Torre a Cona non finiscono qui. C’è il piacere di ritrovare la cara Maria Probst e Cristian Santandrea alle redini dell’Osteria di Torre a Cona, inaugurata il maggio scorso.  Cucina di territorio, ma affidata a mani sapienti e di lunga esperienza stellata. Sapori decisi che escono con leggerezza e twist originali, come acciuga e salsicce grigliate, risotto allo zafferano con salamino di cinghiale e chicchi di uva, o il tortino al cioccolato che nella sua classicità è già di per sé di una bontà a delinquere; se arricchito dalla freschezza della menta come in questo caso diventa irresistibile.

L’antica torre risalente all’anno Mille

Ciliegina sulla torta, da quest’anno anche la Villa da residenza privata apre le porte agli ospiti nell’ala laterale con 20 camere, tutte diverse, curate negli arredi proprio dalla Contessa Rossi di Montelera.

A mezz’ora di strada da Firenze Torre a Cona val bene una sosta, per più motivi. Primo fra tutti la bellezza del luogo, che qui incontra bellezza di vini e ottima ospitalità.

Categories:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nessun commento