Novità a Firenze nelle mense scolastiche fiorentine: si cambia menu e si cambiano ingredienti per  abituare i bambini ad un’alimentazione varia ed equilibrata, ma anche per favorire l’integrazione tra alunni di nazionalità diverse. E’ quanto annuncia il vicesindaco Cristina Giachi, nel presentare le novità riguardanti il cibo servito per l’anno prossimo. A leggere il menu, si vedono specialità tipiche quali la farinata al cavolo nero, merluzzo alla livornese, ma anche tante verdure come broccoli, cavolo cappuccio, finocchi gratinati. Minore utilizzo di carne, tre volte alla settimana, tortino al posto della frittata e poi l’insalata ad inizio pasto durante l’estate.  A Repubblica Firenze così spiega Giachi “C’è sempre più attenzione da parte delle famiglie all’alimentazione, al mangiare sano e all’igiene. ”La tabella dietetica e i valori dei nutrienti sono elaborati dall’unità dietetica professionale dell’azienda sanitaria locale e la composizione del menù è condivisa anche con la Federazione italiana medici pediatri”. Tra le cose più importanti auspicate, e quindi ancora da organizzare, l’utilizzo del cibo avanzato per le associazioni che si occupano di assistenza sociale. Sulla carta un passo in avanti ma i dubbi sullo spreco restano: prima di tutto il problema riguarda l’appetibilità, ovvero, come risulteranno le pietanze cucinate in cucine centralizzate e poi trasportate nelle varie scuole? E poi, sarà varato un piano di educazione alimentare mirato sui menu? Difficile altrimenti far accettare ad un bambino di 6 anni il cavolo cappuccio stufato, meno ancora i broccoli bolliti. Credo si debba ripensare proprio il concetto di pasto di mezzogiorno,  a livello nutrizionale tutto torna, ma si lascia tropo spesso da parte la questione gusto. La pasta per esempio: nelle mie esperienze alle mense scolastiche, la pasta era semplicemente da non mangiare: cotta alle 10 di mattina, trasportata condita con olio, servita alle 1230 13..che senso ha servirla se non si è in grado di cuocerla? Ed anche i prodotti arrosto, che nei contenitori termici di fatto, diventano degli umidi. Per non parlare del roast beef che sembrava un brasato. Mai come in questo campo, dalla teoria alla pratica le cose possono essere stravolte. Ma trovare le risorse per riaprire le mense interne? I costi più alti sono quelli del personale ma integrarli con gli allievi delle scuole alberghiere sempre più numerosi?

Credits foto pdmontanaro.it

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