Abbiamo imparato dai cugini d’oltralpe che la vendita “en primeur” dei vini destinati a diventare iconici è un’attrazione irresistibile per i collezionisti, gli investitori ed i cultori del vino. Ma il Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani e la Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo hanno fatto molto di più che replicare un modello di business. Hanno trasformato la vendita “en primeur” in un volano di solidarietà, uno strumento innovativo per il finanziamento ed il sostegno di progetti filantropici e, contemporaneamente, per la valorizzazione del comparto enologico delle Langhe.

BaroloL’intuizione è stata geniale. D’altra parte siamo in Piemonte, terra di agnolotti al plin, cugnà e cuneesi, ecco la genialità. Soprattutto dopo la crisi pandemica, la Fondazione CRC e la Fondazione CRC Donare intendono riaffermare la propria missione di sostenere progetti di utilità sociale, senza dimenticare l’importanza del territorio e dei suoi elementi-simbolo, primo fra tutti il Barolo. A tale scopo hanno intrapreso un dialogo di ricerca e confronto con il Consorzio, e il connubio non poteva che essere di successo. Il presidente del Consorzio, Matteo Ascheri, è un trascinatore di folle, un visionario con la missione irremovibile di promuovere le Langhe nel mondo, che è riuscito a convincere i colleghi produttori a donare le proprie bottiglie più prestigiose per essere vendute alla prossima asta.

Così, per la creazione di un Barolo ad hoc, hanno affidato la vigna Gustava – che fu di proprietà del Conte Camillo Benso – nelle mani dell’enologo Donato Lanati, incaricato di seguire l’intero percorso tecnico, dalla maturazione delle uve alla vinificazione e al successivo affinamento. Dal processo sono nate 15 barriques di Barolo, battute all’asta nella prima edizione del Barolo en Primeur 2021, durante la quale sono stati raccolti oltre 660 mila euro destinati a finanziare 17 progetti benefici di grande respiro. Visto lo straordinario successo della prima edizione, non poteva mancare il bis. Anche la vendemmia 2021 ha prodotto 15 barriques, 14 delle quali saranno battute all’asta da Christie’s il prossimo 28 Ottobre, in contemporanea nel Castello di Grinzane Cavour e a New York, mentre la quindicesima sarà battuta durante l’Asta Mondiale del Tartufo Bianco d’Alba, in contemporanea con Hong Kong.

BaroloQuindi solidarietà prima di tutto, ma anche promozione del territorio e sostegno alla formazione e ricerca – parte del ricavato dell’asta sarà devoluto alla Scuola Enologica di Alba. Ma anche arte. Infatti, quando nel 2025 il vino avrà completato l’invecchiamento, da ciascuna barrique saranno prodotte circa 300 bottiglie, che verranno consegnate agli aggiudicatari contrassegnate dall’etichetta realizzata dall’artista Michelangelo Pistoletto, rappresentante la “Rosa del Terzo Paradiso”.

Ma i piemontesi non si accontentano, ogni obiettivo deve essere più sfidante del precedente. Pertanto, per l’edizione 2022 l’asta avrà ad oggetto non solo le 14 barrique ma anche 1200 bottiglie donate da 70 produttori del Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani.

BaroloE veniamo all’assaggio…

Le barriques sono custodite nella  cantina Ascheri, una delle ultime ad essere collocata nel centro cittadino di Bra. Spillati con l’apposito “ladro”, abbiamo assaggiato i campioni delle 15 barriques direttamente nella barriccaia Ascheri. Il vino è in botte da poco più di 9 mesi, da disciplinare non è ancora Barolo, e tuttavia è un Signor Nebbiolo. In alcuni campioni si avverte di più l’esplosione di frutti rossi e neri, in altri i tannini sono già perfettamente fusi. Il timbro che li accomuna è il naso balsamico di foglia del mirto, cipresso, sottobosco, che in alcuni evolve fino all’inchiostro e alla tempera. E la bocca di liquirizia e spezie, di cacao e menta.

BaroloIn tutta onestà, la cosa che mi ha sorpreso di più è che per diventare Barolo, questo vino ha ancora davanti a sé 3 anni di maturazione e affinamento, eppure è già elegantissimo.

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