Ieri sera ne ha parlato addirittura il TG1:un ristorante pizzeria in provincia di Brescia ha deciso di vietare l’ingresso ai bambini sotto ai 10 anni dopo le 21, a causa del disturbo arrecato agli altri clienti. Come ogni presa di posizione decisa, inevitabili le polemiche su chi dà ragione al proprietario e chi invece la ritiene una decisione sbagliata. A guardare il tutto con sano realismo, non è che la decisione sia da considerare così strana: le famiglie con bambini piccoli sono le prime a voler andare presto a cena, perché dopo vogliono metter a letto i figli, senza conseguenze nefaste per la scuola. D’altronde, non è certo colpa dei figli se ad un certo punto, annoiati della piega che sta prendendo la serata, si mettono a fare confusione, disturbando così gli altri commensali. Ricordo con orrore cene delle elementari durante le quali i genitori abbandonavano il loro ruolo lasciando i figli in un’anarchia totale, con i malcapitati camerieri costretti a servire pizze facendo slalom tra torme di ragazzini. Insomma, i primi ad essere penalizzati da cene che si protraggono fino a tardi sono proprio i ragazzi, che amano stare a tavola il tempo necessario per mangiare per poi dedicarsi ai giochi.La decisione è dettata dal buon senso, per salvare così i bisogni di tutti gli ospiti. Se poi c’è chi ama mangiare in mezzo a torme vocianti di persone si accomodi, luoghi non ne mancano..Credits worldcrunch.com

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