Ebbene si, l’arte contemporanea mi piace, ne sono appassionato da tempo, direi da quando facevo la guida a Notre Dame de Paris durante l’estate, e si parla, purtroppo, di 25 anni fa..scoprii un altro mondo artistico, per me fiorentino abituato ad un cliché bellissimo ma usuale. Da lì ho cercato di conoscere nuovi luoghi che proponevano artisti in grado di esprimere idee interessanti: l’altro giorno mi sono imbattuto in ARTOUR-O,un progetto che nel 2012 festeggerà la sua XIV edizione nell’ottavo anno di esistenza. Il convivio si svolgeva all’Hotel Villa La Vedetta, ed era interessante osservare una tavolata di artisti che si riunivano per discettare di proposte da fare al comune di Firenze per poter salvare e valorizzare l’arte presente, oltre a stimolare suggerimenti sull’arte futura da poter inserire nel tessuto cittadino. Già l’hotel, diventato una sorta di mostra d’arte permanente, insieme al parco, è un esempio di come oggi l’espressione artistica possa trovare nuove condizioni per rendersi fruibile, un elemento che Artour-o ha sempre perseguito,curando anche l’idea dell’arte che irrompe nei luoghi di lavoro. Atmosfera frizzante, insomma, che ha visto anche la proposta del censimento delle statue dimenticate sul viale dei colli fiorentino: in tutto questo la cucina, con lo chef Stefano Santo che ha proposto 4 piatti, due ispirati alle opere di artisti presenti, e due legate al suo personale estro. Si parte, dunque, con le acciughe al limone, essenziali ma ben eseguite, fresche e croccanti, proseguendo poi con dei tagliolini verdi serviti su una fetta di salmone crudo, ad interpretare il quadro del sushi. Poi la tagliata di manzo servita su un rosti di carciofi, sormontata da una tartare di mazzancolle, piatto estremo che necessita di forte interpretazione, per concludere con tortino e centrifugata di pesca e mandorla con gelato al timo, ideale conclusione. ARtsita e tavola, un legame che mi ha sempre convinto, se da questo partisse una nuova forma di mecenatismo..

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