Una volta si doveva arrivare a Venezia per capire che cosa era lo spritz: insieme ad un indigeno locale, si scopriva la moda di bere un aperitivo (anche se, a onor del vero, ogni momento era quello giusto!), che doveva essere ordinato specificando se si preferiva Aperol o Campari. Altra precisazione era quella sull’oliva, se la si voleva inserire dentro o meno: e già uno si chiedeva il perché, visto e considerato che tale abominia non sarebbe mai venuta in mente ordinando, che so, un Barolo o anche un più semplice Lambrusco. Lo spritz stava a Venezia come il panino con il lampredotto a Firenze, o la piadina in Romagna, un prodotto da consumare in loco: Poi, complice la moda del Prosecco, che ha aumentato le vendite in maniera paurosa, ecco che lo spritz ha invaso i bar del Belpaese, facendo la felicità della casa produttrice dell’Aperol, oltre ad allietare i vignaioli del prosecco. Domanda: sarà vera gloria? La moda resterà effimera o si consoliderà per ogni dove? Non mi dispiace lo spritz, lo ammetto, si beve senza eccesso di alcol, in maniera dissetante. Solo un problema: io lo preferisco con il Campari. è grave?

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5 Commenti

  1. Bravo Prof, anche io lo preferisco di gran lunga con il Campari, almeno conferisce un pò di carattere al “prosecchino” che di solito ci propinano…

  2. la differenza è socialpolitica…
    aperol proletario e campari snob
    ma poi legata al gusto personale…..meglio Aperol però!!!!