Sabrina Somigli

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Tutto sommato un annata regolare la 2016, dal punto di vista climatico, sia per temperature che per precipitazioni, con una estate che parte tardi a giugno, ma recupera in luglio e agosto. Ora che mi ricordo,  la quasi assenza di piogge in luglio, fece smoccolare all’uso toscano qualche vignaiolo raddese amico mio, un paio di accidenti sentiti contro l’arsura proprio nel momento dell’invaiatura, ma nulla di più. In fondo tutto faceva presupporre che si trattasse di una annata che aveva buone prospettive in termini di qualità del vino. E poi a dirla tutta, molti li ho sentiti imprecare più per i cinghiali nelle ultime annate che per i capricci del tempo..

La Stazione Leopolda, ogni volta lascia senza fiato. E viene il dubbio che assaggiare in un posto così faccia la differenza, e faccia sembrare buono un po’ tutto. Ma per i campioni di Chianti Classico 2016 non è necessario, sono tutti equilibrati, corretti, gradevoli anche i campioni da botte, e riflettono bene quell’equilibrio climatico che ha caratterizzato l’annata.

Quest’anno alla Collection record di produttori partecipanti: 186 aziende per un totale di 659 etichette in degustazione.

Il primo problema davanti a cotanta offerta è scegliere cosa assaggiare, che per farle tutte non bastano i 2 giorni di manifestazione, un nuovo innesto di tessuto gengivale e un pancale di crackers.

Due cose sono importanti per affrontare la Chianti Classico Collection: scegliere un buon sommelier, lui sarà il tuo amico fidato per la durata degli assaggi, colui che farà chilometri a forza di cestini di 6 bottiglie per soddisfare la tua curiosità sangiovesista. L’altra è resistere al richiamo del bagno; se proprio il bisogno è imminente, recati al bagno a testa bassa senza mai alzare lo sguardo, o incontrerai millemila altri sguardi di persone che conosci, produttori amici, colleghi di settore e via andare, che bloccheranno la tua corsa verso la toilette andata e ritorno. Non se ne viene a capo, ogni anno è così e addio assaggi. Ma è anche una delle cose più belle della Collection.

Ma veniamo ai vini in degustazione.

Primo applauso alle donne del Chianti Classico, sempre più brave e agguerrite in mezzo a centinaia di galli neri e fieri. Monica Raspi con il bel Bandini Villa Pomona fresco di erbe aromatiche ed elegante, è tra gli assaggi più convincenti della 2016. Così come I Fabbri Lamole di Susanna Fabbri, forse ancora da affinarsi al naso, ma che in bocca rivela tutta la stoffa di questa signora e la finezza dei vini di Lamole. E brave anche a Serena Coccia e Angela Fronti che invece propongono due bei 2015: Podere Castellinuzza ha un naso speziato accattivante e lascia con un lieve e gradevole amaricante di pepe; tanta spezia e fiori in Istine e anche un bel tannino presente per un vino in rosa.

E allora, caro Consorzio del Chianti Classico, che per la campagna 2018 proponi il Gallo Signore del Chianti Classico, agghindato alla maniera del Settecento con ricami, bottoni e cravatta dalla lunga coda in pizzo, per la stagione 2019 potresti considerare un restyling e proporre una bella pollastrella in sneakers e jeans senza risvoltino. Attuale e di impatto.

E ora un breve riassunto dei migliori incontri di bicchiere.

 

I buoni, ma anche di più. Insomma parecchio:

Badia a Coltibuono 2016. Io ci provo a sbagliare ma non mi riesce. Sempre un gran bere

Ormanni 2015: che te lo dico a fare. Eleganti si nasce

Carpineta Fontalpina –Montaperto 2016: raccoglierò un mazzo di rose e di viole per te. Amore con riserva, che tra poco si farà grande

Castello della Panaretta 2015: a different set of jaws. Bocca carnosa, succo, polpa

Candialle –La Misse 2015 Struttura e eleganza. Misse Candialle meglio di Miss Italia

Montebernardi-Retromarcia 2016: il chianti classico casual. Da proporre anche ai Millennial

Monterotondo – Vaggiolata 2016: da Gaiole con furore. Bravo Saverio Basagni

Gli imperdibili:

Fietri 2015. Dopo questo posso anche smettere

Riecine 2016. Altro che idromassaggio, voglio una vasca di cemento a Gaiole. Grandissimo Riecine

Castello di Monsanto 2016. Qui si parla di mostri sacri, che vuoi aggiungere?

Rocca di Montegrossi 2016. OH   W-O-W!!

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