La notizia di ieri ha sconvolto il mondo del giornalismo enogastronomico. Non uso eccessi: una cancellazione di un blog come quello di Stefano Bonilli, Papero Giallo, è un fatto epocale. La notizia mi arriva da Andrea Gori per Sms, sento per telefono Elisia Menduni, e poi mi trovo a leggere qualche post nei vari blog. Se parliamo da un punto di vista di scoop, il primo a dare la notizia è stato Wittgenstein,che ha riportato le parole di Bonilli,  poi Paolo Marchi( o viceversa, scusatemi), Massimo Bernardi su Kela Blu (apprezzato molto il modo, confesso), quindi sono apparsi commenti sparsi di Luciano Pignataro, Andrea Gori, Franco Ziliani, Carlo Macchi (complimenti per l’ufficio stampa, partita una mail con riporto sul blog in brevissimo tempo), Tommaso Farina, con commento esauriente sul blog di Gabriele Mastellarini. Il sito Wine news riporta la notizia con tanto di dichiarazione di Daniele Cernilli, nuovo direttore del Gambero. Il nuovo Papero Giallo è sovraffollato di contatti e Bonilli riappare sul blog di Kela Blu(mentre scrivo è riapparso). Non entro nella questione, visto che se ne parla molto negli altri blog, analizzo invece come è stata acolta la notizia rispetto a quando fu chiuso il Blog di Enzo Vizzari. Nel caso di Bonilli, il blog era uno strumento di uso quotidiano, utilizzato da anni, seguitissimo e oggetto di confronto animato, mentre Vizzari lo stava utilizzano a piccole dosi, ancora non del tutto convinto del mezzo. La eco nella blogosfera è stata diversa: se su Vizzari le voci di protesta si sono alzate per una censura che traumatizza chi frequenta il web, per Bonilli si sono levati voci accorate per il legame che si era creato nel corso degli anni di frequentazione, anche solo internettiana. Alla chiusura di Fritto Misto Bonilli affermò” Questa E’ una notizia, se ne dovrà palare nei giornali” però seguì un silenzio tombale. La fuoriuscita di Bonilli ha creato maggiore rumore, ne ha parlato Dagospia, rimane però il dubbio che sia ancora difficile far circolare al grande pubblico le notizie tramite Internet(lo conferma Bonilli nel suo ultimo post) e la stampa tradizionale (passatemi il termine) ancora non lo giudica una fonte da consultare con una certa frequenza. Una cosa è certa: il licenziamento ha fatto emergere una gran voglia di regolamenti di conti tra giornalisti, visto il tono di alcuni commenti, che chiedono subito a Cernilli di farsi da parte o quasi! Oltre a questo, la gratuit di tanti commenti fatti solo per farsi vedere  Un stile che mi è piaciuto, asciutto e preciso, è stato quello scelto da Slow Food, che saluta Bonilli e fa gli auguri a Cernilli. Almeno ufficialmente è una bella figura.

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3 Commenti

  1. le logiche industriali e commerciali cambiano il tessuto giornalistico e mediatico si adegua e noi siamo passivi ed incerti nel guardare al futuro. Mi dispiace per il direttore le politiche sono oramai al di sopra della mia ragione e del mio vedere…mi dispiace per il direttore forse sarebbe il caso che ci spiegasse la politica imprenditoriale del gambero e le basi per la nuova gestione…comunque mi dispiace molto di più dei tanti precari in giro del caso alitalia e di tutti coloro che con 1100 euro al mese devono campare