Tra gliaddetti al settore non si parla d’altro:l’articolo scritto da Carlo Cambi sul Giornale di sabato ha scatenato una polemica piuttosto viva tra appassionati ed addetti al settore. Ne ha parlato Franco Ziliani nel suo blog, ci sono stati vari interventi di Daniele Cernilli sul Forum del Gambero Rosso, Stefano Bonilli ha colto quest’occasione per capire se esista una solidarietà tra giornalisti di settore. Espresso e Slow Food non hanno replicato. Vorrei cercare in questo spazio di affrontare il tema cercando di capire perchè si è arrivati a questo, evitando i toni troppo alti ma attraverso una discussione pacata e serena. Non suono fuori dai giochi, essendo collaboratore di Espresso, Gambero Rosso e nel passato, fiduciario di Slow Food di Firenze per 8anni. Non volendo esagerare con la lunghezza del post, affrontiamo una cosa per volta, partendo da Slow Food. L’associazione ha subito profondi cambiamenti nel corso dei suoi anni:oramai sembra veramente preistoria parlare di Arcigola ma tutto nasce dall’esperienza aggregante dell’Arci, della capacità di organizzarsi sul territorio ed anche di fare comunicazione. Se all’inizio sembrava il circolo dei gaudenti, oggi il movimento Slow Food ha assunto ben altro significato.  La domanda è:perchè alcune persone giudicano antipatico questo movimento? Perchè ha rotto schemi consueti, facendo saltare agli occhi dell’opinione pubblica i mali dell’agricoltura, italiana e non solo, perchè ha spezzato equilibri esistenti, insomma potremmo affermare perchè si è data molto da fare. Meriti che sono stati riconosciuti indistitamente da ogni parte politica. Il punto è questo: oggi SF fa politica e l’ingresso di Carlo Petrini fra i costituenti del Partito Democratico è la prova di un cammino lineare che lo ha portato a pieno titolo a questo traguardo. Ma le critiche che vengono fatte sono anche di diverso tenore:sfruttamento dei soci come volontari per manifestazioni, una certa facilità nel trattare con chiunque possa portare beneficio all’associazione(non è una colpa, ma viene come tale vista poichè un’associazione nata a sinistra ha dialogato in maniera proficua con ministri come Alemanno e Moratti).Non ultima, la mancanza di dialettica interna, che porta ad ascoltare in maniera limitata la base(salvo poi chiedersi se la base è veramente interessata a parlare!). Un altro aspetto  malvisto è stata la creazione dell’Università di Scienze gastronomiche a Pollenzo, una struttura privata, finanziata in parte dallo Stato( e qui potremmo parlare a lungo perchè non si provveda ad una riforma strutturale degli istituti alberghieri) che prevede una retta onerosa per accedervi, una sorta di luogo per ricchi. D’altro canto, un progetto come i Master of Food , aperti a prezzi accessibili a tutti i soci, che sono la risposta popolare alla diffusione della conoscenza in campo alimentare. Sicuramente la capacità di attrarre sponsor con una certa facilità ha creato evidentemente una discreta invidia. Infine, l’accordo raggiunto con Repubblica,con la collaborazione di Carlo Petrini, dopo anni di collaborazione di tutto il movimento con La Stampa di Torino ha creato ulteriori malumori. Questi i fatti che hanno portato SF a crearsi, oltre a tanti amici, anche molti nemici. Qui finiamo la prima puntata!

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Un commento

  1. Se a qualcuno interessa, la mia opinione è questa.
    Tutto il movimento del cibo e del vino italiano deve qualcosa a SF. C’e’ una carica visionaria nell’idea di SF che è una di quelle cose che accadono ogni quarto di secolo. In qualche modo ha sdoganato un intero mondo, allora poco importante e poco di moda, facendolo diventare di conosciuto al grande pubblico, e di moda.
    Il secondo passaggio è stato quello di diventare movimento di opinione, e poi naturalmente politica.
    In questa fase io mi trovo a disagio, perché è qui che nascono prese di posizione un pò dogmatiche e a volte mirate al consenso facile, come l’assioma del piccolo e contadino è bello, il resto è un po malvagio. Personalmente ho cominciato a sentirmi lontano quando SF ha deciso di cavalcare la tigre della protesta anti OGM (uno dei più grossi abbagli della lotta dei consumatori, a mio modestissimo parere), mentre fino a qualche momento prima ne avevo apprezzato la cautela nel trattare questo argomento.
    Probabilmente è un problema mio personale, ma quando scendono in campo i dogmi, le correnti di pensiero troppo allineate e buoniste, troppo bianche o troppo nere, a me viene di tirarmi da parte.
    In ogni caso, se io dovessi dare un giudizio “storico” su SF direi che la bilancia pende abbondantemente sul +.