Avete presente quelle signore che non si accorgono che il tempo passa e non sanno rinnovarsi nel look o, peggio, pensano sempre di essere come quando avevano vent’anni? Il paragone lo si potrebbe applicare ad una serie di ristoranti, tra questi anche il Sostanza detta il Troia. L’atmosfera è quella del passato, con le mattonelle bianche alle pareti, il bancone all’ingresso, la cucina a vista (molto a vista, per andare in bagno bisogna passarci all’interno). Il menu è statico ed immutabile, con qualche caposaldo come il tortino di carciofi, il petto di pollo al burro e la bistecca. Questo potrebbe essere anche positivo, indubbiamente si può andare a mangiare solo determinati piatti ma una cosa stona, nel contesto generale: il conto. Se fosse una trattoria dovrebbe diminuire davvero i prezzi invece campa di rendita, di un nome del passato che le permette di proporre le pietanze a prezzi sostenuti. Per la cronaca, i crostini sono ordinari, piacevoli i salumi ma non certo indimenticabili. Tortino di carciofi ben eseguito, morbido e cremoso al punto giusto, dei funghi porcini al’olio corretti. Niente caffè, ovviamente niente carte di credito o bancomat. In estate mi sa che il caldo la faccia da padrona e le temperature dei vini non sono molto azzeccate(poco freddi i bianchi e i rosati, troppo caldi i rossi). Nota di merito: la bistecca venduta a porzione e non all’etto. Spesa escluso bistecca: 3 portate circa 40 euro, escluso vino. Una discreta esperienza ma non indimenticabile

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9 Commenti

  1. Si torna all’origine del discorso affrontato l’altra volta:
    in centro ormai tutto fa parte della Florentine Fast Food Show!

  2. E’ da un pezzo ormai che Sostanza gode (insomma, gode…) della fama di acchiappaturisti. Però è anche vero che quelle “trattorie” storiche hanno le mani molto libere per mancanza ormai cronica di interlocutori locali accorti…Chi di noi va ancora da Sostanza? Alzi la mano…
    Il centro, giustamente, è diventato un ghetto per turisti, che hanno mète obbligate e ristoranti ad-hoc, cioè, appunto, quasi tutte le “trattorie” centralissime. Questo non vuol dire che tutte siano scadenti e “vieilles belles”, ma il rischio che lo diventino è sempre più alto.
    D’altra parte, con i tempi che corrono, non si può chiedere ai fiorentini di riconquistarsi un posto in “buca” o in “trattoria” quando la cucina e i vini che offrono queste ultime è pressoché quella di casa, in meno buona ma molto più cara. Ho molti amici fiorentini che da anni non mettono piedi in centro per mangiare, e li capisco…

  3. però la bistecca è buona. si mangia solo quella, e visto che non è chianina e gli chiedi lumi, ti rispondono con trasparenza senza vederti quello che non è.
    Altro non si può mangiare e il livello di comfort è sotterraneo, però quella carne di norma ci se la sogna.
    Oggettivamente: caro.

    Ma perchè “il Troia”?

  4. @ Stefano Caffarri

    la spiegazione del nome la lessi su uno dei manifesti che nella galleria commerciale della stazione pubblicizzano gli esercizi storici fiorentini. “il Troia” era il soprannome del vecchio gestore che, pare, non fosse molto avvezzo alla buona norma di lavarsi le mani mentre si cucina.

  5. […] sono tornato dopo una vita, passati dieci anni, anzi di più a leggere quello che scrivevo nel 2008: l’aspetto che mi ha più colpito è che praticamente niente è cambiato da allora, […]