Sono reduce da una lezione all’Università di Firenze. Parlo di cibo e vino ad un gruppo di ragazzi quanto mai eterogenei tra loro ma accomunati dalla curiosità e dall’interesse per un prodotto che non viene troppo spiegato in famiglia, manca di tradizione e quasi spaventa(alcuni dei commenti avuti quando chiedevo perchè non bevevano vino). Non c’ee che dire, l’attività di insegnante ti tiene con i piedi per terra, devi affrontare la piazza non solo mediatica, devi dare risposte guardando la gente negli occhi. Mi fanno ridere i colleghi che si parlano addosso, che non affrontano il pubblico, che hanno una sana paura di essere smentiti. Credo che tenere il polso della situazione aiuti non poco un giornalista ad evitare i voli pindarici ma sentire cosa vuole LA ‘GGENTE! E le nuove generazioni non sono poi così terribili come vengono a volte descritte!!

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2 Commenti

  1. Scusa il ritardo Tommaso..era nell’ambito delle attività previste dal collettivo studentesco. Quinta volta che la faccio, ragazzi provenienti da tutte le facoltà fiorentine, senza troppe conoscenze della materia, ma realmente incuriositi..