Alla vigilia delle nozze, oltre a i vari problemi da risolvere, sempre presenti vicino ad un avvenimento così importante, occorre preparare con cura anche la cena che precede la prima notte, affinché i due innamorati non arrivino appesantiti al sacro appuntamento. Via libera, dunque, ai cibi afrodisiaci o presunti tali, a patto che non siano preparati con cibi troppo grassi. E’ comunque un momento che sancisce un addio, di un periodo caratterizzato da “donne( o uomini) e champagne” o, per i meno fortunati, di “seghe e gazzosa”. Passando agli alimenti, nell’antichità il sedano veniva ritenuto uno degli afrodisiaci per eccellenza, tanto che i mariti poco focosi venivano obbligati a mangiarne quantità industriali, comprese le foglie. Non è facile immaginare questo buffo ortaggio capace di stimolare incredibili prestazioni amatorie sotto le lenzuola, ma si può invece facilmente capire che, nel momento del bisogno, si provavano veramente tutte le soluzioni pur di riuscire nell’impresa!Che le ostriche rappresentino uno dei cibi afrodisiaci per eccellenza è cosa risaputa; meno famose, per questo tipo di virtù sono invece le cozze, considerate le sorelle “povere” tra i frutti di mare, a causa del loro basso prezzo. La leggenda del potere afrodisiaco delle carni di piccione risale invece al Medioevo: secondo alcuni testi, gli amanti in attività devono consumarne perlomeno uno a testa, dopo ogni incontro amoroso. Duro pensare che questo permettesse, in seguito, elaborate acrobazie di posizioni da kamasutra, visti gli strascichi digestivi che i pranzi lasciavano.Le frasi utilizzate dagli amanti durante gli incontri tete-à-tete possono essere interpretate secondo un linguaggio gastronomico: ti mangerei tutta, sei il mio dolcetto, fatti mordere sono solo gli esempi più casti. D’altronde, di due innamorati si dice che sono cotti a puntino, e il latin-lover da discoteca parla di ‘bocconcino da addentare” descrivendo l’ultima conquista. Per non parlare poi degli ammiccamenti fatti attraverso il cibo: una ragazza da sola si guarderà bene dal mangiare un cono gelato davanti ad un gruppo di operai meccanici in pausa pranzo. E anche una carota in pinzimonio può presentare dei problemi, se sgranocchiata con voluttà. Oggi anche  l’oggettistica e la strumentazione di cucina richiama  lo stretto legame esistente con la camera da letto :accendigas di forma fallica di un bel color rosa pallido, fruste per montare dalle impugnature più  ammiccanti possibil. Per non parlare del frullatore ad immersione, paragonato ad un vibratore per il suo movimento altalenante. Una domanda che molti si pongono : ma è meglio mangiare prima o dopo? C’e’ chi risolve il problema mangiando durante, in un visibilio di maionese, crema e quant’altro sia possibile spalmare e poi leccare con ardore. L’importanza del vino, soprattutto nella fase preliminare,quando si deve cominciare ad allentare i freni inibitori, non è mai secondaria. Il suo problema è l’abuso, che porta il potenziale montone a trasformarsi in un agnello mansueto, che farà del letto una cuccia calda dove riposare. Da solo, naturalmente. E non c’e’ niente allora da proporre per una cena che deve poter avere effetti scatenanti? Premesso che una pasta e fagioli piccante già potrebbe servire allo scopo, conviene provare con crostacei, tipo aragoste e scampi, che devono essere succhiati a fondo per essere assaporati. Magari con accanto una porzione di frutti di mare ben pepati. E il tutto potrà finire con lui che guarda lei con aria di sfida, affermando in modo imperioso: “Io, ce l’ho profumato!!” e ai di lei sguardi apprensivi aggiungere “L’alito!!”. Con giusta replica della novella, che canticchia con voce suadente: “Quando è grosso così, quando è lungo così è un piacere morderlo!!”, riferendosi ovviamente…alla stecca di Toblerone!!

Categories:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nessun commento