Ero a fare la spesa, carrello in mano, ancora indeciso sul da farsi  ed un signore mi ferma all’improvviso, , apostrofandomi in maniera vivace: “Romanelli, ma che parla solo di ciccia! Parli anche un po’ di verdure ogni tanto!”. “Proprio ora che è uscito un libro sulle frattaglie” ho pensato. Ma tant’è, non voglio certo passare per uno che odia le verdure, anzi, ne sono entusiasta, solo che mi piace mettere in luce le”minoranze” alimentari, quei prodotti che spesso vengono dimenticati e nel campo carnivoro non sono pochi. Non vi parlerò, allora, della fragranza delle testicciole d’agnello cotte in padella con salvia e rosmarino, del profumo del cervello, cotto nel cartoccio insieme al burro, la scorza di limone ed il basilico. Mi sarà impossibile, dunque, spiegare la bontà del capretto arrosto, delle costolette di agnello fritte o quelle di capriolo cotte alla griglia. Sarà meglio soffermarsi sulle verdure di stagione, partendo dagli asparagi, ad esempio, un esempio di bontà a basso prezzo, in grado di soddisfare i buongustai, grazie al loro gusto pronunciato e profumato. Se lessi e conditi con olio e limone rappresentano un classico pasto serale  possono essere sperimentati con ottimi risultati nel risotto, ma trovano un ottimo complemento con l’uovo. Il tortino di asparagi, per i golosi, rappresenta la quintessenza dell’esaltazione del gusto, ma chi li ama più al naturale, li preferisce come ripieno di ravioli con la ricotta. Seguendo le indicazioni bibliche, l’agnello veniva consumato con erbe amare, e quindi non sarebbe male sperimentare le erbette, magari solo quelle reperibili sul mercato, a seconda della stagione, per consumarle saltate in padella con aglio ed olio, senza nemmeno lessarle in precedenza, in maniera da lasciarle croccanti e saporite. Gli stessi radicchi, di solito consumati in insalata, se preparati in padella con cipollotto fresco, assumo un sapore valido e fuori dall’usuale. Infine gli agretti, detti anche barba di frate: la forma sconcerta chi non li conosce, ma basta lessarli e poi servirli con sopra una salsa a base di acciughe e capperi per trasformarli in un divertente piatto unico…senza carne ovviamente, altrimenti mi fermano di nuovo per strada

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Un commento

  1. Grazie della ricetta sugli agretti…sinceramente non li ho mai cucinati…ora saprò come farli……le acciughe non mancano mai da me!