“Gocciolante”: lui non aveva altro modo di definirla quando la guardava, anzi la fissava con uno sguardo quasi inquietante. Non riusciva a staccarle gli occhi di dosso, aveva un potere seduttivo nei suoi confronti di una potenza inaudita. Era il momento che lui preferiva, quando la vedeva in quello stato, capiva che era giunto il momento di prenderla. Spesso la osservava quando era in mezzo alla gente, leggermente ritrosa, quasi austera, molto ritirata: capiva che la sua attrazione era come una calamita e lei, consapevole, la utilizzava pienamente nelle grandi occasioni. Nel corso dell’anno conduceva una vita sotto traccia, quasi banale, ma sapeva che, se uno sapeva come prepararla al momento cruciale, lei sarebbe stata in grado di dare grandi soddisfazioni. Lui doveva chiudere gli occhi ogni tanto, altrimenti il cuore, andando a mille, sarebbe stato difficile da gestire: però arrivava il profumo alle narici, intenso, sfrontato, veemente. Lui era come attaccato, smetteva di salivare, si umettava le labbra con la lingua cercando un po’ di ristoro, prima di affrontarla: quando vedeva colare tutto perdeva letteralmente il senno. A quel punto si avvicinava con la lingua,la titillava appena, ma lui stesso mugolava al primo contatto. Rinfrancato dalla reazione, continuava, muovendo la lingua sempre più veloce e poi nel momento in cui stava per raggiungere l’acme del piacere abbandonava le buone maniere, e si comportava in maniera rude e violenta, aprendo la bocca e infilandosi tutto dentro: le lasagne appena fatte, che sensazioni!Credits: blog.libero.it

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