Ne parlavo già qui dell’apertura, ed ora che ha aperto ufficialmente i battenti, una visita per capire come si stanno muovendo i tre giovani che lo hanno rilevato era abbastanza naturale. L’ambiente è stato completamente rinnovato rispetto a prima, molto più essenziale, colori pastello tendente al beige, apparecchiatura con tovaglia centrale..direi che manca qualcosa ma indubbiamente lo stile è diverso. Le diverse salette presenti favoriscono la possibilità di colazioni di lavoro a pranzo, e creano in ogni caso la giusta intimità. Menu basato sul pesce, con portate di carne cosiddette “di servizio”, per chi non ama i prodotti ittici; s parte con uno stuzzichino come la cappasanta saltata con crema di porri, molto gradevole. Ottima la crema di patate caramellate con gamberi rossi e polvere di pistacchio, magari più adatta come primo che come antipasto; ben eseguite le casarecce di Gragnano con guazzetto piccante di moscardini, servite però con una quantità eccessiva di salvia fritta. Tra i secondi, corretti ma senza anima i gamberoni spadellati al lardo con lenticchie all’olio nuovo, interessante la cottura del polpo al vapore tenero ma croccante all’esterno, accompagnato da pappa al pomodoro e broccoli romani. Ampia la scelta di dolci, soprattutto al cucchiaio. Carta dei vini con una bella selezione di champagne, incentrata ovviamente sui bianchi, soprattutto friulani. Servizio premuroso. Una buona partenza, insomma, si tratta di trovare il giusto equilibrio nei piatti e, come sempre capita, ci sarà più da togliere, come ingredienti, che da aggiungere: tre portate escluso vini 50 euro, non è previsto il coperto ne’ il servizio

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