Strano destino per questo pesce che fa tanto estate in alcune preparazioni, ma se ci si incappa in maniera determinata durante il pranzo all’aperto, lascia ricordi indelebili a livello di arsura.

Non parlo ovviamente delle acciughe fresche che possono essere preparate fritte, allo spiedo, alla griglia o anche semplicemente marinate parlo delle acciughe sott’olio e sotto sale, che trovano posto in tante preparazioni, ma che anche da sole hanno un fascino che va al di là delle reali potenzialità. Sono le campionesse della tavola quando c’è bisogno  di quel salto gustativo importante, che si ottiene senza farsi notare troppo.

acciugheNel picnic di Ferragosto non potranno mancare nei peperoni al forno con mozzarella, nelle melanzane fritte dentro la mozzarella in carrozza per chi ha l’ardire di friggere oggi in pieno sole. Ma come farle mancare sulle pizze fatte nel forno a legna dell’amico, magari la sera dal ritorno della gita al mare: l’importante è che non siano messe sulla pasta prima di cuocerle, pena un sapore pungente che porta diritti alla prima fontana disponibile.

Le acciughe al naturale sono dissalate o tolte dall’olio per essere condite poi con pomodoro a cubetti, aceto, ed ancora olio, possibilmente di qualità maggiore rispetto a quello del vasetto. Altrimenti frullate con il burro da spalmare sul pane quale stuzzichino, o ancora meglio unite alla robiola o al mascarpone in un connubio grasso saporito da far saltare le arterie in due balletti. Possono essere messe in padella a sciogliere nell’olio e aglio per condire la pasta,  insaporire gli spinaci, dare appetibilità ad un lesso avanzato e fatto saltare in padella.

acciugheIn una giornata come oggi il loro destino è segnato: a fine pasto, disposte in bell’ordine su una fetta di anguria o cocomero , chiamatela come vi pare: non ve ne pentirete. Anche su un melone le potete tentare: la vita vi sorriderà nel pomeriggio, durante il pisolino, senza bisogno di bere a crepapelle.

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