L’ultima sera che sono stato a Verona, invece di partecipare ad una cena con i produttori, sono rimasto con la banda di “Dissapore” che si era ritrovata in maniera quasi casuale per far visita ad una loro gentile amica(ne leggerete sul loro sito) che, per impegni di lavoro, li ha lasciati a piedi. Ci siamo quindi trovati in piazza Bra per poi vagare per le strade d’intorno alla ricerca di un luogo dove mangiare. C’era il gran capo, Massimo Bernardi, Andrea Gori, Antonio Tomacelli, meglio conosciuto come Debord, Fiorenzo Sartore e poi Francesca Ciancio, la promessa sposa di ogni produttore che si rispetti. Alla fine, quasi alle 10, ci accomodiamo all’osteria caffè “Il ciottolo”, dove camerieri e titolare si prodigano nel farci mettere a sedere. Lei è gentilissima, ci racconta il menu con voce calda e suadente che è un piacere ascoltarla: peccato che dal racconto ai fatti passino 45 minuti durante i quali azzanniamo le gambe del tavolo e ci accapigliamo sul pane proposto. Per il resto, la selezione di salumi e formaggi proposti era veramente modesta come quantità, ancorchè non disdicevole. Come piatto, non male la polenta con baccalà, il Gori si è un po’ stupito di fronte agli sfilacci di cavallo, per gli altri un cibo senza infami e senza lode. Abbiamo bevuto bene, avendo il sommelier al tavolo(!), speso poco meno di 35 euro a testa, ma soprattutto abbiamo parlato a lungo e sono venite fuori molte idee..attenzione ai prossimi mesi!

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4 Commenti

  1. Cavolo, Leonardo, se mi facevate un colpo sul cell vi invitavo alla cena (aperta a chi si voleva, ssoprattutto blogger, e a base di piatti piemontesi) dove sono stata io…oppure vi consigliavo qualche locale in centro…a che servono i colleghi autoctoni, se no??