Non era la prima volta ma era chiaro che doveva succedere di nuovo: andare a pranzo da Burde dopo 4 giorni passati insieme al Vinitaly è stato come ritrovarsi tra amici dopo una vacanza fatta insieme. Il luogo è da raccontare: se volete fare arrabbiare Andrea, notate subito le lamette da barba in vetria,  glielo fanno notare tutti i gastronomi di professione!Vi potete accomodare in un tavolo vicino al banco del bar, quando avete fretta, altrimenti in una delle tre sale dalla diversa capienza. Il menu è ovviamente recitato a voce, da camerieri che meriterebbero un servizio fotografico: sembrano usciti da un film di Pupi Avati! Tutta la serie di minestre classiche, per partire, altrimenti pasta condita al ragù e al pomodoro, oppure i piatti del giorno: io scelgo proscoiutto e crostini, con i fegatini tagliati spessi, molto buoni. A seguire bollito con salse(diverso, lo ammetto, da quello di Bottura!) e agnello in tegame, con patate e rapini saltati. Il vino viene proposto sul tavolo, con prezzo segnalato in bella evidenz, con ricarichi più che corretti. Con 25 euro, escluso la bistecca, state benissimo, solo a pranzo, ricordatevelo!

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13 Commenti

  1. Ho una domanda che mi è rimasta in mente dalla puntata della “Riffa”: ma c’erano quelle bottiglie a mezzo dei clienti che lo usano su più giorni? 😉

    Un caro saluto.

  2. le bottiglie le teniamo dietro il bar, basta chiedere, i clienti che le lasciano lo sanno. Per il prosciutto stiamo parlando di quello arrosto che secondo la guida del gambero sarebbe “stopposo”, e invece esaltano il pollo arrosto…boh!
    continueremo le ricerche sull’agnello…la prossima volta al romanelli glielo passo al pacojet

  3. @ciao Leo, Ciao Andrea, la prossima volta che vengo a Firenze non mancherò di sicuro il pranzo Da Burde…. Buona Pasqua, ragazzi…
    Una ricettina per metter su al meglio le carni “pasquali” ce l’hai di certo, eh Leo? (capretto nella fattispecie…)
    Salutone

  4. Sono andata il sabato santo con un’amica.
    Buonissimo il farro all’antica e il bollito misto dentro la zuppiera del brodo…il tutto consumato in veranda…

  5. confermo….anch’io sabato…..crostini da 10…….!!!!!……veri verissimi toscani..!!!!…..anche il vino eccezionale….il sommelier informatico non si smentisce mai…come da copione seguendo i suoi gusti “autoctoni”ci ha proposto un ‘tipico” merlot rumeno….!!!!

  6. ai tempi eravamo di casa a pranzo, o quasi… ahah, per cui qualcosina ho avuto di modo di provare! vero, Andrea?
    per non parlare di certi pranzi di “lavoro”…

    sui camerieri poi, che dire? non se ne salva uno!