Che dire, è una minestra che ispira , trasuda passione da tutti i pori..

MINESTRA CON LA PALLA

Ingredienti per 6 persone: 300 g di spaghetti, 400 g di pomodori pelati, una cipolla rossa, una carota, un gambo di sedano, 2 spicchi di aglio, un peperoncino, sale fino, pepe nero, un cavolfiore intero di circa 800g, 100 g di pecorino grattugiato, 2 dl di olio extravergine di oliva, 1 litro e mezzo di brodo, un mazzetto di prezzemolo, 300 g di lampredotto

Dividere il cavolfiore in cimette e lavarlo con cura. Tritare intanto la cipolla, l’aglio, il sedano, la carota e il peperoncino e farli rosolare con l’olio in una casseruola. Unire il lampredotto tagliato a listerelle, farlo stufare, quindi aggiungere i  pomodori pelati e passati, salare leggermente e far cuocere per dieci minuti. Mettere il cavolfiore, salare, pepare e bagnare con il brodo; lasciar sobbollire per quasi un’ora. Spezzare gli spaghetti e cuocerli nella minestra. Servire con il pecorino grattugiato.

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6 Commenti

  1. il lampredotto l’ho mangiato in muggello tempo fa tagliato a pezzetti come ripieno di un panino toscano non salato, condito con salsa verde, sale e pepe.
    che te lo dico a fa!!! caro leonardo romanelli delizie toscane

  2. infatti i lampredottai fanno anche il quinto/quarto per l’appunto con il cavolo e in inzimino. ah anche all’uccelletto. ah leo, mi sa che alla riunione dei blogger alla fine parteciperò anch’io…

  3. Quando leggo le ricette di Leonardo, mi rimane una voglia incredibile di aver un piatto pronto da degustare. Le zuppe a ragione, eran piatto completo, quando, per virtù e necessità, dovevano esser piatti “totali” e nutrienti. Ecco zuppe con uova, frattaglie, verdure, bocconi di carni ghiotte e di recupero; se speziati, ancor meglio. Io credo, Leonardo, che questa strada di promuvere zuppe e piatti d’antan, ivi comprese le frattaglie, sia una una strada da perseguire con urgenza. Stiamo andando troppo velocemente verso una cucina barocco-virtuale, spesso asettica, che, per certi aspetti richiama, l’idea becere iniziale di Paul Bocuse in piena era “nouvelle cuisine ….” Nulla sul piatto e tutto sul conto”.Un pò uno dei motivi per cui stimo Leo è questa sua evidente voglia di dare promozione a ricette troppo in fretta dimenticate; troppo velocemente.
    Questo, come altri piatti che lui propone, sono palesemente da provare…corretti nei relativi dosaggi, tempi di cottura e contribuiscono a dare colore e calore in cucina, elementi che, ahimè, oramai languono da troppo tempo.