Non poteva nascondere che il solo pensarlo era eccitante: il momento migliore era al mattino, appena sveglia. In effetti, era un po’ strano, in tanti preferivano la sera, ma lei, già al mattino, aveva una gran voglia di stare insieme. Ne parlava con le amiche, quando uscivano, soprattutto all’ora dell’aperitivo, per fare due chiacchiere, quando il bicchiere di vino aiutava a parlare più speditamente ed affrontare gli argomenti in maniera divertente e disinibita. Le non si preoccupava certo di raccontare come si fermava, talvolta, ad osservarlo, da lontano, nascosta dalla sua vista, ma estasiata: apprezzava le sue forme, avrebbe voluto toccarlo, già l’odore, percepito al suo passaggio, metteva in moto un meccanismo di eccitazione notevole. Lu riusciva ad essere intrigante senza essere pesante o uggioso, anzi: stare insieme a lui era un misto di allegria e leggerezza, in compagnia poi dava il senso del gruppo, riusciva a mettere d’accordo persone ben diverse tra loro. Lei ne amava il senso della convivialità, ma era contenta soprattutto quando si trovava da sola con lui. Ci riusciva al mattino, e preparava le cose con cura: metteva in fresco la bottiglia di champagne dalla sera prima, e poi in camera, i bicchieri erano posti accanto al letto Non le dispiaceva alzarsi, purché il tutto finisse tra le coperte..quindi, al risveglio, sapendo che lui non sarebbe stato accanto a lei, si alzava mollemente e lo conduceva in camera. Al mattino, il suo odore intenso la predisponeva al meglio: era lei a menare le danza e mentre lui, fermo, l’aspettava, lei stappava la bottiglia di champagne e si adagiava sul letto, in posa plastica. Poi si avvicinava, versava il vino nel bicchiere e cominciò a leccarlo, dolcemente..non resistetva a lungo e lo ghermiva, conquistandolo, lasciandosi al piacere che poteva dare l’unione tra lo champagne ed il culatello di Zibello..Credits veraclasse.it

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