Inutile far finta di niente: il caldo arriverà, forse ci darà tregua per periodi più o men lunghi, ma d’ora in poi sarà obbligatorio cominciare a pensare a come vestirsi in maniera appropriata prima di sedersi a tavola a mangiare, soprattutto neiluoghi di villeggiatura. Chiaro che chi decide di passare le vacanze in alta montagna, è dispensato da tale procedura! Di solito in estate si ingrassa, quando il lavoro non ci tormenta, siamo liberi da pensieri uggiosi e trascorriamo il tempo in buona compagnia; si dimagrisce quando si passa la maggior parte di tempo al sole, magari sulla spiaggia facendo il bagno ogni ora, e la prova costume ci trova impreparati. Un aspetto che viene troppo spesso trascurato è quello dello stile a tavola, e non solo, un genere che aveva visto noi italiani maestri rispetti agli altri popoli; non si riesce a sopportare la mancanza di bon ton che si è andata a diffondere nel corso degli ultimi anni: lasciamo stare su come si presenta vestita la gente sul lungomare, quelli che proprio non si riescono a vedere sono gli allegri bagnanti che vanno a cenare come se fossero nel tinello di casa propria. In ordine sparso, si notano bandane messe da cinquantenni, pantaloncini a pinocchietto dove emerge il polpaccio peloso, camiciole mezze rotte dove fa capolino un’ascella inguardabile. Per le gentili signore, vale sempre la regola aurea che ad un certo punto della vita è meglio coprire che scoprire, si lascia la mente che possa vagare con l’immaginazione, salvando così forma e sostanza. E a tavola non è considerato da coatti aprire la camicia sul petto villoso e pranzare con gli occhiali da sole ben calzati anche se il sole non reca particolare fastidio. Il mangiare senza vestiti, come capita spesso sulla spiaggia, è anche altamente pericoloso: una lasagna che cade bollente sulla coscia sguarnita può provocare seri danni, mentre lo scampo sfuggito dalle mani si attanaglia normalmente sul petto glabro, provocando ululati di dolore. Il rimedio sarebbe quello di seguire i consigli dei dietologi: succo di verdura tiepido, tanta frutta fresca, insalate che non provocano calore nel prepararle e procurano poche calorie. A meno che non si voglia seguire i protagonisti di un romanzo di Tabacchi, “Requiem”, che riescono a mangiare nel caldo torrido dell’estate portoghese, piatti che farebbero la felicità degli amanti delle frattaglie, con interiora di vitello, pomodoro e pepe fatti sobbollire a lungo. Dopo un simile pasto, sono assicurate le visioni paradisiache!Credits www.zingarate.com

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