In estate non doveva proprio farlo e lui lo sapeva benissimo. Lei però lo attizzava alquanto e, conscia del suo fascino, si offriva a lui nuda, senza alcuna protezione. Era un tormento continuo per lui, soprattutto tutte le volte che la vedeva sulla spiaggia: lì proprio, era l’ultimo posto dove poteva fare pensieri osceni, ma era più forte di lui, la mente vagava e non riusciva a fermarla. Vederla così essenziale, senza veli ma sempre composta, mai oscena, fortemente seducente, lo obbligava ad un autocontrollo che esasperava al massimo i suoi sensi. Alla vista, cominciava ad avere la fronte imperlata di sudore, umettava le labbra con la lingua con movimenti frenetici..sapeva lui dove voleva passarla, quella lingua! Talvolta lei esagerava e si apriva senza ritegno, magari non in pubblico ma in luogo defilato. I giorni passavano e il pensiero si faceva pressante, anche se lui cercava di scacciarlo sempre dalla mente: non c’era nessuna ragione per cadere in tentazione, ma una volta, preso da un parossismo sfrenato, cedette ogni limite senza alcuna remora. Forse provocato in maniera eccessiva, ruppe gli indugi e la prese: sfiorò con le sue dita il corpo, la spogliò con gesti rapidi, le piaceva il contatto con la sua pelle e poi l’odore..quello lo faceva impazzire! L’aprì, violentemente e poi cominciò a passare la lingua con movimenti frenetici, godendo già al primo contatto, sapendo di peccare ma facendolo con grande soddisfazione: a Ferragosto, l’acciuga sotto sale ha veramente un altro sapore!Creditshttp://mmedia.kataweb.it/

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