Massimo Bottura con l’Osteria Francescana si conferma  terzo nell’annuale classifica della 50 The World’s’s Best Restaurants, creata dalla Sanpellegrino e proclamata ieri sera a Londra, in diretta streaming mondiale, con vincitore il ristorante Noma di Copenaghen  con René Redzepi alla guida : solo altri due i ristoranti italiani presenti, il Piazza Duomo di Alba con Enrico Crippa ai fornelli e Le Calandre di Sarmeola di Rubano in provincia di Padova, dei fratelli Alajmo. Fino a qui la notizia, ma resoconti dettagliati li trovate qui , da questa parte il liveblogging,  mentre i commenti sia prima che dopo il risultato di due vecchi giornalisti  della critica gastronomica italiana, Stefano Bonilli ed Enzo Vizzari  sono diametralmente opposti. Come tutte le classifiche, anche questa parte da un peccato originario: i giurati, per la maggior parte, non votano perché hanno realmente visitato i principali ristoranti mondiali, ma grazie ad un sapiente lavoro di lobby vengono convinti a votare per un determinato locale: il meccanismo è ben spiegato qui e se avete tempo leggetevi anche i commenti,  sono passati tre anni ma sono ancora perfettamente attuali. Alla fine dei salmi, l’Italia è fuori penalizzata dalla Michelin, penalizzata dal nuovo che avanza, rappresentato da questa classifica, risulta evidente che, a livello di comunicazione enogastronomica mondiale, non esistiamo se non per i cliché abusati per i quali tutto il mondo ci conosce: superati da destra da parte del conservatorismo francese, da sinistra per quanto riguarda il Nord Europa, l’Asia e il Sud America. Il perché siamo in questa situazione è riassumibile in due punti:1) Manca un sistema Paese che faccia dell’enogastronomia il fulcro delle ricchezze da promuovere e tutelare: vediamo che con l’EXPO 2015 questo aspetto cambierà. 2) Manca la capacità di essere una potenza mediatica della comunicazione: fino a che scriveremo, io per primo, solo in italiano, saremo invisibili alla maggior parte del pubblico mondiale e di quello che scriviamo in Italia si accorgeranno ben in pochi. Poi possiamo dire che tanti ristoranti assenti in classifica, sempre a livello mondiale, vivono situazioni floride e di grande successo di pubblico, un po’ come al cinema dove la cassetta e la critica non vanno quasi mai a braccetto. Ma certo si può comunque meditare. Ultima annotazione a livello stilistico: la premiazione londinese è diventata veramente una sorta di notte da Oscar, non sarebbe male che i maggiori stilisti mondiali ci mettessero un occhio..così, tanto per migliorare l’estetica Credits eater.com

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8 Commenti

  1. Concordo pienamente con quanto scritto. Ieri sera ho notato anche io la mancanza di diversi nomi italiani.
    Vorrei solo mettere sotto la lente di ingrandimento due aspetti che ieri sera non sono balzati all’occhio.
    1)Diverse volte “il conduttore” o comico ha parlato di chef con stile italiano o origini italiane ( cosa che poteva anche tralasciare, vista la breve presentazione di ogni posizione).
    2) Cosa non messa in risalto ma vera per buona parte degli chef presenti, l ‘ uso.di materie prime o alimenti tipicamente italiani ( fattore valido anche per il primo classificato).
    A mio parere, anche se troppo silenziosa, è una piccola vittoria italiana. Piccola vittoria che può diventare grande solo con l’impegno, la cooperazione e il coinvolgimento di tutti.

  2. fare lobby non serve a niente se non c’è un prodotto di qualità da promuovere. sarà che il noma è al primo posto perché non ha in menù stupidate come fumo di…gelato di parmigiano, granita di ricotta, souma di burrata e piatti dai nomi con l’elenco di 300 ingredienti e si mangia bene, sano e naturale? forse al noma si mangia bene? quindi, speriamo che expo2015 vi insegni prima di tutto a proporre qualità. quando c’è qualità si può fare lobby. oh che strano che non ci sia un ristorante di ribollite e pappe al pomodoro tra i premiati. ma va?

  3. A criticare l’Italia siam bravi tutti… nel menù ci saranno pure stupidate, ma il prodotto di qualità di certo non manca(chieda a Redzepi perché usa il culatello di Spigaroli antica corte.pallavicina).
    È giusto per concludere mi sembra al quanto assurdo premiare in ristorante sanzionato e non ricordo se chiuso per problemi di igiene… in Italia se ti controllano ( e non hai gli “amici” in alto, ti fanno male) all’estero addirittura ti premiano. ..

  4. è stato un caso di intossicazione di più clienti. la mia non è una critica all’italia. è una critica a romanelli. una sconfitta non si commenta con un “non sono bravi loro, dobbiamo fare più lobby noi”. se siamo stati sconfitti è perché gli altri hanno fatto di meglio. tutto qui.

  5. non si va da nessuna parte senza fare autocritica. è come i fiorentini e le gelaterie con le montagne di gelato. “non siamo noi a vendere gelato cattivo, sono i turisti che lo vogliono”. codedi turisti che vogliono il gelato cattivo di firenze. io non credo che ci siano le montagne di gelato per i turisti. la colpa è solo del barista non del turista. e in questo caso forse possiamo fare noi di meglio al posto di dire che gli altri vincono perché hanno fatto lobby.

  6. ho letto gli articoli di bonilli e vizzari e resto del mio parere perché in una italia dove raccomandare e fare lobby può essere una cosa sporca all’estero non è soorca perché fare lobby vuol dire sponsorizzare e portare avanti idee, prodotti e servizi validi e di successo. non porcate. imparate a fare lobby. se avete prodotti validi. altrimenti prima imparate a fare qualità e beccatevi sta sconfitta!

  7. d’altra parte sono stata nel ristorante di un albergo di firenze dove la chef è stellata e cucina gestita da executive chef. dopo un primo a base di pesce buono, mi sono beccata l’ultimo boccone al gusto d’aglio. risultato: sveglia alle 4.30 del mattino per iperacidità, come sempre quando mangio fuori a firenze.

  8. OFF TOPIC ma in topic con parte della discussione. L’ostinazione con cui i fiorentini vedono il turismo e l’offerta enogastronomica in città è incredibile. dall’accanimento contro le montagne di gelato all’accanimento contro GROM. Guarda caso GROM ha riattivato le gelaterie con i pozzetti. Da GROM non ci sono montagne di gelato ma file di persone che vogliono il gelato piemontese e non il gelato toscano. La favola della volpe e l’uva non vi dice niente? Non entro in merito al gusto del gelato piemontese. Ma conosco i miei gusti in tema gelato a firenze. Mi spiace ma avete cannato le vostre critiche. Non fanno soldi le montagne di gelato visto il successo della gelateria col pozzetto. Fatevene una ragione, fiorentini!