Cosa attendersi, gastronomicamente parlando, dall’anno che verrà? Avendo provato a fare decaloghi negli anni scorsi, poi più verificati se realizzati o meno, preferisco buttare considerazioni a ruota libera.

NO AGLI INSETTI

Lo so, non dovrei dirlo ci sono illustri colleghi che mi daranno dell’antiquato, del retrogrado, del non essere aperto alle novità, ma l’idea di mangiare formiche come fossero salatini per aperitivo provoca in me un blocco dell’appetito ideale per iniziare una dieta

SI ALLE TAPAS

Un termine attuale e moderno per indicare le mezze porzioni, la libertà di mangiare cose diverse senza appesantirsi

NO AL FINGER FOOD

Non è che ce l’abbia particolarmente con questa moda culinaria, ma sembra una mancanza di rispetto per il cuoco, che passa tempo e fa fatica per costruire piccoli capolavori che nemmeno hanno l’onore di essere visionati..un boccone e scompaiono, senza lasciare ricordi

SI ALLA LIBERA SCELTA

Se i menu guidati devono essere un aiuto al cliente per poter assaggiare più piatti a prezzi ridotti, l’impossibilità della scelta, ovvero il menu fisso imposto, diventa un salto nel passato, un ritorno alla pensione anche se viene fatto nei ristoranti trendy

NO ALLO SNOBISMO

Considerato che, dove è possibile, tutti mangiano, trattare di cibo come se fosse argomento di discettazione adatto solo agli aderenti al circolo Pickwick della gastronomia è perlomeno fastidioso. Ricordarsi di educare gli altri invece di trattarli con supponenza può essere l’obiettivo di molti critici per il 2014

SI ALL’ALLEGRIA

In cucina per sopportare un lavoro che è duro e faticoso, checchè possano pensare i ragazzi che si iscrivono alla scuola alberghiera; in sala per migliorare la qualità della vita ed evitare di considerare il proprio lavoro svilente; a tavola per concedersi ogni giorno almeno un’ora di felicità

Ed ora una ricetta ex novo ancora mai pubblicata

LAMPREDOTTO CON PATATE E PANCETTA

Ingredienti per 6 persone: 750 g di lampredotto lessato, 1 cipolla rossa, 1 carota, 1 costola di sedano, sale grosso, 3 spicchi di aglio, 2 peperoncini, 500 g di patate, 150 g di pancetta, 1 dl di vino bianco, 1 mazzetto di prezzemolo, 2 limoni, 2 dl di olio extravergine di oliva, pepe nero

Mettere a scaldare in una pentola dell’acqua con la carota, il sedano, la cipolla e i gambi del prezzemolo, salarla e, appena preso il bollore, unire il lampredotto, facendolo cuocere ancora per 45 minuti. Intanto sbucciare le patate e tagliarle a cubetti. Tritare finemente aglio, prezzemolo e peperoncino e farli rosolare in un tegame con l’olio, unire le patate e farle rosolare. In seguito, mettere il lampredotto tagliato a quadrati e la pancetta tagliata a cubetti. Far scaldare bene, quindi bagnare con il vino bianco; appena è evaporato, portare a cottura con il brodo del lampredotto e, alla fine, bagnare con il succo dei limoni e servire cosparso di pepe nero

Credits www.psicoterapeutagestalt.com

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