La sveglia! Oh porca miseria perché aveva messo la sveglia di domenica mattina? SI girava nel letto alla ricerca del telefono per spegnere quella maledetta canzone che gli aveva messo Rocco per scherzo e lei non riusciva a toglierla: Gigi D’Alessio era per lei incompatibile ma di certo l’aiutava a balzare rapida fuori dalle coperte. Riuscita nell’intento, si guardò attorno, al buio quasi completo. E’ vero che amava dormire completamente al buio ma qualcosa filtrava al mattino dalle imposte, ma stamani niente appariva. Guardò l’ora sul telefono, erano le tre: un flash la riportò all’estate dell’anno prima, quando a quell’ora era sveglia, in giro per locali, ancora distante dall’abbandonarsi tra le braccia di Morfeo. Era anche il tempo nel quale le abitudini si erano molto stravolte, quando riuscì a stare una settimana al mare senza mettere piede sulla spiaggia, se non la notte. Oggi la voglia era quella di fare altro, di camminare in montagna, senza eccessi, riprendere quei ritmi salutari, dove la stanchezza fisica le permetteva un riposo piacevole, dove il tempo passato a camminare la rilassava e la dava un sacco di energia per le mille cose che si era messa in testa di fare. Preparò la macchina del caffè, grande e cominciò a guardare in dispensa, tra le dieci scatole di biscotti aperte, sperando di trovare qualcuno di suo gradimento, ma non riusciva più a trovare il biscotto ideale: aveva cominciato a personalizzarli spalmando creme o marmellate a seconda dell’ispirazione, ed ora aveva voglia della crema di nocciole e mandorle. Si apparecchiò con cura, non aveva voglia di trasgredire a quella che inizialmente era stata una regola, una volta che aveva cominciato a vivere da sola, e poi un’abitudine gradevole. Mangiava e mentalmente ripassava se aveva tutto preparato per quella camminata decisa la sera prima a cena: era divertita da come il rapporto con lui fosse cambiato, come fosse divertente vedersi per fare cose normali, di come il tutto potesse essere deciso in maniera semplice. Avevano deciso di tornare ognuno a casa propria per non svegliarsi al mattino stanchi, ed anche questo era uno degli aspetti che le piaceva nella ripartenza del rapporto. Non rinunciò alla doccia, anche se veloce, quindi si vestì con gli scarponi da montagna su pantaloni sportivi attillati, maglietta e il resto nello zaino. Si guardò allo specchio e decise di mettersi un filo di trucco: prima di arrivare in montagna, almeno un’ora di macchina era prevista e le piaceva non sprecare nessun momento con lui. D’altronde, aveva notato come lui fosse cambiato, come ascoltasse i suoi consigli e certo non voleva rovinare la ritrovata armonia. Scese le scale, volendolo aspettare sulla strada, sapendo anche che non poteva più contare sui consueti ritardi. Una volta chiusa la porta, vide i fari dell’auto all’inizio della strada ed improvviso un flash: non aveva portato niente da mangiare. SI voltò e stava per tornare in casa quando lui la fermò con un saluto” Lo so , ti sei dimenticata da mangiare vero? ” Lei lo guardò sorridente e stupita e rispose” Vero, ma ci hai pensato tu vero?” “Vitello tonnato ed insalata russa, non sarà cibo da montagna ma l’ho fatto io , spero possa andare”. Entrata in macchina lo baciò a lungo incurante del tempo e di altro: anche questa era una conquista!

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